Spiegazione disegni Corpus Domini

CD 1Il nostro percorso inizia con il tema scelto dai centri d’ascolto della parola quest’anno: “nel deserto semi di speranza”. I semi di speranza sono esperienze semplici di santità quotidiana, capaci di innescare una rivoluzione, di indirizzare il corso della storia; sono manifestazioni visibili di un Dio che cammina con l’uomo.

La porta aperta rappresenta il dialogo che vince e contrasta l’indifferenza che troppo spesso ci tenta. La Chiesa, dice Papa Francesco, è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità.

Le due mani che si stringono simboleggiano l’accoglienza, che trionfa sulla solitudine, sulla sensazione di essere oppressi dall’incomprensione, dalle ingiustizie, dalle diversità che possono emarginarci. Nell’accoglienza invece si innescano le relazioni, si trova condivisione, si alleggeriscono i pesi da portare.

Il Vangelo è il mezzo attraverso il quale veniamo a conoscenza della “buona notizia della salvezza”. E’ condivisione della Parola di Dio, che ci nutre e placa la povertà che attanaglia i nostri animi.

Nei momenti di tristezza, nella sofferenza della malattia, nell’angoscia della persecuzione e nel dolore del lutto, ognuno cerca una parola di consolazione. La vita è fatta di queste cose, anche la vita del credente. Ma la vita del cristiano ha questo di straordinario: riesce a trasformare ogni avvenimento in consolidamento della carità fraterna. L’abbraccio tra due fratelli ci dà una dimostrazione di tutto questo.

Il cuore che da grigio e triste torna ad essere rosso e pulsante rappresenta ciò che tutti noi dovremmo fare nei confronti dei nostri fratelli più fragili: stare loro vicino, fisicamente e con la Preghiera, per curare la fragilità del loro cuore.

La mongolfiera che si alza in volo descrive a pieno il senso di libertà. Non dobbiamo infatti essere schiavi delle nostre ansie quotidiane o restare prigionieri dei bisogni materiali, ma essere liberi di legare il nostro cuore a qualcosa di essenziale, d'invisibile agli occhi, e proprio per questo più durevole.

Il salto nel vuoto descrive tutto il senso della nostra fede: fidarsi di Dio, perché la sua mano sarà sempre pronta a sorreggerci. S. Agostino diceva che la fede è credere a ciò che non vediamo; e la ricompensa per questa fede è il vedere ciò che crediamo.

Infine abbiamo voluto rappresentare il simbolo della misericordia di Dio, che ci salva dai nostri peccati: egli ci abbraccia come un padre premuroso, non si vendica e non ci volta mai le spalle, nemmeno quando ci comportiamo nel peggiore dei modi.

All’esterno abbiamo realizzato un quadro in onore del centesimo anniversario dalla prima apparizione della Madonna di Fatima.

 

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